Piglio pratico e risoluto, sorriso aperto e un’ironia sempre ben assestata: Arianna completa il “fantastico trio” di colleghe del Servizio Clienti Micso che ogni giorno rispondono alle più varie esigenze dei nostri affezionati utenti.

Organizzata, diretta, ruvida quel tanto che basta a mascherare un’empatia che ogni tanto scortica, per eccesso di sensibilità.

Nei panni del cliente

“Sono in Micso da quasi 4 anni, dopo molte peripezie professionali. Ho lavorato 15 anni nella redazione di un magazine locale, dove ho iniziato da stagista, sono passata per la segreteria e sono finita per diventare un jolly che si occupava di organizzazione, contratti commerciali, comunicazione, grafica e quanto richiedeva l’esigenza del momento. Nel periodo di “pausa” ho fatto di tutto (baby sitter, barista, cameriera, recupero crediti, call center Amazon) e, finalmente, sono approdata in MICSO. Quell’esperienza in redazione però è stata fondamentale per la mia crescita, direi propedeutica: ho imparato l’arte della flessibilità, che oggi è l’aspetto che più amo del mio lavoro.  

In Micso, assieme ad Elena e Anna Maria, le mie inseparabili colleghe del Servizio Clienti, mi occupo di dare informazioni, rispondere a richieste commerciali, sottoscrivere ordini, portare avanti campagne di customer care e retention, gestire i contatti con i clienti su Facebook e molto altro. Il lavoro non è mai uguale a sé stesso, anche quando lo sembra, perché molto diversi sono i casi che ti trovi a esaminare. E ogni caso è una storia che ti porta a trovare soluzioni da modellare sulle esigenze del cliente. Riuscirci è molto gratificante, e non ci si annoia mai.

Oltretutto qui ho trovato un ambiente familiare e delle compagne di viaggio straordinarie. Sarà perché siamo entrate insieme e ci siamo date man forte fin da subito, sarà perché siamo diversissime, tra noi non c’è mai stata competizione ma solo una grande complicità fatta di appoggio e fiducia reciproche, che mi tengo stretta come un dono prezioso.

Anche perché la confidenza sa mettere in luce con grande onestà anche qualche difettuccio, come il mio essere po’ permalosa. Sì, ogni tanto me lo fanno notare, ma mi dicono anche che poi so riconoscere i miei difetti e farne tesoro.

D’altra parte ho imparato che non può essere altrimenti: l’apertura mentale parte innanzitutto da sé stessi, dall’essere in grado di imparare dai propri errori e andare avanti, sempre e comunque.

La vita mi ha preso a schiaffi molte volte, ma ogni volta mi sono rialzata più forte e più lucida, con uno sguardo più aperto e sempre meno giudicante, e un rispetto per la vita ancora più grande.

Credo che sia questo che più mi aiuta ad affrontare la mia quotidianità e anche il mio lavoro: ottimismo, resistenza agli urti e (quasi) totale assenza di giudizio: il mondo è fatto di persone che portano addosso pesi invisibili. Tenerne conto aiuta enormemente a entrare in contatto con gli altri. E se adotti questa accortezza, la tua prospettiva cambia istantaneamente e si apre all’empatia. È tutta un’altra musica!

Un flusso che contraddistingue anche le mie passioni, come la fotografia. Se potessi girerei il mondo intero con la mia Reflex, arrampicandomi a immortalare paesaggi sconfinati.

Quando posso lo faccio, è una cosa che mi fa stare bene.

E quando non posso, viaggio in casa con la mia musica.

Un giorno di tanto tempo fa ho avuto l’impressione che la vecchia chitarra di mio fratello, abbandonata in salotto nella casa di famiglia, si sentisse sola, e allora l’ho imbracciata e ho iniziato a strimpellare. È stato un richiamo, che ancora oggi è la calma nei momenti di tempesta.

Perché sapere che, con poche note, puoi sempre creare una musica nuova è una via d’uscita di una potenza straordinaria. La musica ti insegna che, in fondo, c’è sempre una nuova storia da scrivere.”