Voce calda e profonda, aria rassicurante e una grande pazienza: questi gli assi nella manica del nostro Simone, tecnico di Customer Care in sede.

La sua capacità di ispirare fiducia, con l’approccio e le domande giuste, è il superpotere che, insieme alle doti tecniche, gli permette di risolvere tanti problemi, aiutando il cliente a capire come evitare che si ripresentino.

L’importanza di fare le domande giuste

“Sono in MICSO da 4 anni e mi occupo di assistenza tecnica del cliente da remoto, di supporto telefonico ai partner sul territorio e di configurazione di antenne, router e altri apparati che ogni giorno spediamo nelle case e negli uffici dei nostri utenti.

Sono un tecnico atipico: non avevo questa passione spiccata da bambino, non smontavo cose, non sono stato un adolescente smanettone o un gamer incallito. Pensavo che questo non fosse esattamente il mio mondo.

Dopo il diploma al liceo scientifico tecnologico, ho fatto due cose: iscrivermi all’università, in Economia e Management, laurea che sto conseguendo con un po’ di ritardo come studente lavoratore, e candidarmi per delle posizioni aperte, così da iniziare a confrontarmi con il mondo del lavoro. Qui la mia strada ha incrociato quella di MICSO. È stato l’inizio di un’avventura.  

Potrei dire molte cose di MICSO e dell’ambiente che si respira qui, ma la prima parola che mi viene in mente è: fiducia.

Fiducia innanzitutto per un diplomato senza esperienza in cui l’azienda, evidentemente, è riuscita a vedere un’attitudine, una propensione che io stesso non vedevo fino in fondo. Non meno importante, fiducia nel fatto che per questo lavoro sarebbe arrivata la passione, ed è arrivata! Fiducia in chi ha saputo infondermela anche con l’esempio, come i miei responsabili Massimiliano e Agostina e, prima di loro, la mia tutor Valeria. Mi piace la grande collaborazione e solidarietà che c’è nel nostro reparto tecnico, l’aiutarsi a vicenda, lo scandagliare insieme i problemi più complessi. È la forza del lavoro di squadra che, anche se siamo ognuno sul proprio pc, alla propria cornetta, si respira in un confronto continuo, complice il lavoro in open space che aiuta lo scambio di idee e competenze. Non pensavo di diventare un entusiasta (non lo sono di natura, sono anzi un Vergine, molto razionale e “programmato”) ma devo dire che il mio lavoro mi piace!

Mi piace risolvere i problemi del cliente, è utile e gratificante, ma amo ancora di più spiegargli cosa è successo davvero, contestualizzare. Lasciargli qualcosa insomma, la comprensione del problema affinché non si ripresenti mai più.

In questo mi aiuta la mia natura accomodante e la mia propensione all’ascolto: non lavoro con il timer, come nessuno qui, anche perché per andare a fondo devi chiedere, prenderti il tuo tempo.

Non puoi dare le risposte giuste se non fai le domande giuste, e per questo ci vogliono studio e impegno, ma prima ancora bisogna guadagnarsi la fiducia da parte del cliente, affinché ti descriva il suo problema senza filtri, perché spesso è nelle piccole cose omesse che si nasconde la soluzione. E arrivarci è molto gratificante.

Certo, anch’io ho bisogno di staccare, come tutti.

I miei colleghi nerd mi prendono in giro e mi chiamano ‘VIP’, perché dicono che, quando esco dall’ufficio, mi trasformo in un frequentatore abituale di locali di tendenza ed eventi mondani, quelli in cui loro non metterebbero piede neanche sotto tortura! In realtà, se escludiamo qualche sacrosanta eccezione, il mio vero relax è in completa solitudine. Amo gli sport individuali, come lo sci, il nuoto o andare a cavallo. È lì che mi rilasso davvero, immerso nella natura incontaminata, lontano dalla città, dai rumori e sì, lo ammetto, anche dallo squillo ininterrotto del telefono!”