Si chiama Mattia, ma per tutti noi è Swee' Pea (leggete Swipi!), come il figlioletto in fasce di Braccio di Ferro.

Un nomignolo affettuoso nato perché, appena entrato, era il più piccolino del team e somigliava in modo impressionante alla mascotte del fumetto. Lui lo ha accettato senza batter ciglio, e ha dimostrato a tutti che era davvero di ferro: un ragazzo curioso e determinato che potrebbe sembrare timido e introverso, ma che in breve tempo si è guadagnato la stima di tutti, crescendo molto professionalmente all’interno dell’azienda.

I Server? In una botte di ferro!

“Il mio lavoro è quello di garantire il buon funzionamento e la sicurezza dell’infrastruttura di rete. Mi occupo cioè di configurare, aggiornare e monitorare i server del nostro data center. Oltre a questo, lavoro che richiede grande attenzione e che gestisco insieme al mio supervisor, mi occupo anche delle richieste legate ai domini dei nostri clienti hosting e dei problemi di posta elettronica.  

Sono diplomato in informatica e, appena entrato, sono stato formato per fare assistenza tecnica ai nostri clienti. Mi sono trovato bene, ed è stato anche un modo per scardinare la mia proverbiale timidezza, iniziando a instaurare un rapporto diretto con il cliente. Parallelamente però mi interessavo molto al mondo server, e devo ringraziare il mio responsabile Francesco per essersi accorto di questa mia propensione e averla trasformata in un’opportunità di carriera.

Sono sempre stato uno smanettone, con i compagni di scuola esploravo il sistema Linux, mi sono iscritto a ingegneria informatica per proseguire gli studi ma poi l’approfondimento da autodidatta del mondo delle reti mi ha assorbito completamente, fino a lasciare l’università e iniziare a mandare CV come sistemista. Che fortuna aver incontrato Micso alla mia prima esperienza professionale!

Tra i colleghi c’è la massima collaborazione, ho la possibilità di crescere ogni giorno accanto a chi ha fatto grande quest’azienda, e di farlo senza timori o pressioni: qui si respira un’aria serena e non manca una buona dose di ironia.

Nessuno mi chiama con il mio vero nome ad esempio, ma non me la prendo: nel mondo nerd in fondo il nomignolo è segno di stima, un tratto distintivo. E assomigliare a un fumetto ha i suoi vantaggi: in primis la simpatia.

Certo, non so quanto io e Swee’Pea potremmo condividere gli stessi riferimenti culturali: diciamo che ai fumetti io preferisco libri di cultura cyberpunk, ho un’insana passione per gli horror-movie anni ’80, una vera adorazione per le colonne sonore. Adoro nutrirmi di contenuti trasversali, fare “collage culturali” che pescano da fonti diverse, mixarle. Non per niente il mio vero pallino sono le sperimentazioni musicali. Ho un mio canale Youtube dove posto brani che produco con il sintetizzatore. Lo faccio per me, perché mi piace, ma avere un buon riscontro da chi condivide il mio stesso interesse è bellissimo. Dopotutto, si tratta di dare e ricevere vibrazioni!

Forse la parola che più riassume il mio approccio alle cose è “curiosità”. Ho sempre avuto lo stimolo a imparare, sperimentare, esplorare vite e modi di pensare diversi dai miei. Le strade già tracciate non mi piacciono molto, a meno che non siano il punto di partenza necessario a tracciarne di nuove. E se non saranno quelle giuste, ti avranno comunque insegnato qualcosa.

Se dovessi assegnare una colonna sonora al futuro che vorrei, sarebbe una di John Carpenter: una sonorità cupa, ma solo perchè ha in sè il fascino dell’ignoto. A sbirciare dietro l’angolo della curiosità, però, si rischia di incontrare un mondo pieno di poesia.”