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Internet, privacy e sicurezza

Quando trasmettiamo informazioni sulla rete, quando chattiamo, quando inviamo e-mail, quando navighiamo, le informazioni attraversano in chiaro svariati nodi prima di arrivare a destinazione.

Se qualcuno volesse, potrebbe intercettare facilmente e ricostruire l’intera comunicazione.

Anche sul nostro pc i file (documenti, video e immagini) sono salvati in chiaro e chiunque potrebbe avere accesso a queste informazioni.

Questo cosa non ci preoccupa? Dovrebbe invece!

Molti a questo rispondono con la classica frase “Vabbè, tanto non ho nulla da nascondere”!

Ma citando Edward Snowden, colui che ha rivelato pubblicamente dettagli di diversi programmi di sorveglianza di massa del governo statunitense e britannico, “Affermare che non si è interessati al diritto alla privacy perché non si ha nulla da nascondere è come dire che non si è interessati alla libertà di parola perché non si ha nulla da dire”.

Se non abbiamo nulla da nascondere, perché abbiamo una porta davanti al bagno di casa nostra? Perché spediamo le lettere in busta chiusa? Perché mettiamo le tende alle finestre?

Perché, come dicono gli inglesi, la privacy è il diritto di essere lasciato da solo.

Quando navighiamo nella rete e forniamo autorizzazioni alle nostre app del cellulare, stiamo fornendo a soggetti terzi informazioni sui nostri usi, sulle nostre preferenze, sulle nostre abitudini, e se queste informazioni vengono incrociate, se ne possono evincere le nostre preferenze politiche, religiose e di mercato.

La profilazione dei nostri profili, delle nostre abitudini, potrebbero sembrare oggi giorno delle banalità, ma pensateci bene, quello che oggi è banale, potrebbe non esserlo domani.

Quando nel 1939 in Germania il proprio nome finiva nelle liste degli ebrei di una particolare sinagoga, nessuno se ne preoccupò, era una banalità. Nessuno vedeva il problema di essere censiti.

La cosa diventò ben più preoccupante qualche anno dopo, come ben sappiamo.

Davvero vogliamo che un soggetto terzo sappia tutto di noi oggi, domani, tra 10 anni?

A margine di tutte queste problematiche, già di per se gravi, ve ne sono altre inerenti lo scambio di documenti in chiaro sulla rete.

Come posso essere sicuro che chi mi manda un messaggio sia veramente chi penso sia?

Come posso essere sicuro che il messaggio non sia stato modificato durante il suo percorso?

Come posso essere sicuro che chi ha scritto questo messaggio non possa un domani dirmi “No, non l’ho scritto io!”

La privacy e tutte queste problematiche hanno una soluzione che vedremo nel prossimo articolo, dedicato alla comunicazione cifrata.

Un saluto amici della rete!

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