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Google: novità da Mountain View

In questo articolo parleremo di alcune novità e aggiornamenti dal mondo Google. Google Bert, l’algoritmo che cambia le logiche di ricerca online, Google Stadia, primi feedback e problemi, Google MyStoryTime, l’App per i papà lontani e Google Equiano, la nuova dorsale in fibra che collegherà Portogallo e Sud Africa.

Google BERT, l’algoritmo che facilita le query di ricerca

E’ stata lanciata la prima release dell’algoritmo BERT, Bidirectional Encoder Representations from Transformer, una tecnica che si basa sulle reti neurali applicate alla gestione del linguaggio naturale per facilitare le query di ricerca.

Quando digitiamo una query di ricerca non utilizziamo il linguaggio comune, ma una versione modificata che, a nostro giudizio, dovrebbe aiutarci a migliorare l’interpretazione delle frasi in linguaggio naturale da utilizzare per le query.

Il nuovo algoritmo è capace di analizzare ogni parola, associandola al contesto, quindi anche preposizioni come “da” o “per” avranno un peso e incideranno nell’interpretazione del risultato di ricerca.

Il fulcro del cambiamento riguarda le longtail, ovvero le ricerche per keyphrase a coda lunga. Gli utenti infatti, quando eseguono ricerche lo fanno principalmente usando combinazioni di keyword. E nella maggior parte dei casi, Google non restituisce risultati pertinenti.

Questa modifica migliorerà il 10 % delle ricerche.

Al momento lanciata solo per la lingua inglese, presto l’algoritmo verrà esteso ad altre lingue, compreso l’italiano.

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Google Stadia

A quanto pare Google Stadia non sta riscuotendo molto successo, almeno stando ai dati relativi al download dell’applicazione Android e iOS segnalati da Sensor Tower.

Pare che l’app abbia ricevuto solo 175.000 download, di cui il 90,7% avvenuti su piattaforma Android e il restante 9,3% su iOS.

175.000 non è certo un numero impressionante, specialmente se si mette a confronto con quelli che vengono fatti registrare al lancio delle altre piattaforme di gioco, le quali sono capaci di generare anche 1 milione di unità vendute al day one e nelle ore immediatamente successive.

Inoltre pare ci sia un problema di eccessivo surriscaldamento del dongle HDMI durante le sessioni di gioco in streaming: l’unità si scalda troppo, fino a spegnersi e riavviarsi, interrompendo dunque all’improvviso le partite con tutto ciò che ne consegue.

Tante sono le funzionalità ancora in lavorazione. E allora meglio aspettare febbraio 2020, data in cui verranno rilasciati diversi aggiornamenti.

Se sei interessato all’argomento leggi l’articolo sul Gaming Online.

Anche Amazon pensa ad una piattaforma di cloud gaming

Pare che Amazon abbia assunto un gruppo di persone preposte a lavorare su una nuova piattaforma di cloud gaming, il cui debutto, probabilmente avverrà entro il 2020.

Dal punto di vista tecnico il servizio di gioco in streaming di Amazon si appoggerà, ovviamente, all’infrastruttura di Amazon Web Services. Proporrà, inoltre, una profonda integrazione con Twitch, in maniera molto simile a quanto Google Stadia prevede di fare con YouTube. Amazon dovrebbe essere pronta ad aprire i battenti del nuovo servizio nel 2020.

Google My Storytime

Google aiuta a non lasciare senza favola della buonanotte i bambini che hanno i genitori lontani da casa per lavoro.

Il colosso di Mountain View ha collaborato con la società americana Instrument per creare una piattaforma web, chiamata “My Storytime”, su cui ci si può registrare mentre si legge un racconto.

La registrazione finisce direttamente sui Nest Home, cioè gli smart speaker di Google, a disposizione dei figli che possono ascoltarla.

My Storytime richiede l’abilitazione del microfono del proprio PC, dopodiché bisogna pronunciare delle frasi scritte, presenti a monitor, 

Ad esempio un saluto da parte del papà o della mamma, le indicazioni dei racconti disponibili, i titoli e l’autore, etc. Alla fine il bimbo o la tata o la persona a casa non dovrà far altro che pronunciare “Hey Google, talk to My Storytime” verso un Google Nest. A quel punto si attiverà procedura di riproduzione audio.

A dare l’ispirazione sono stati gli Oliver, una famiglia del Tennessee. Il padre, militare in servizio in Afghanistan, per stare vicino alle due figlie ha iniziato a registrarsi mentre legge a voce alta dei racconti.

L’iniziativa guarda alle famiglie dei militari ma anche a tutti gli altri genitori che viaggiano per lavoro o che semplicemente svolgono turni serali e notturni. In pratica, il genitore può registrare la sua lettura di libri e racconti, divisi per capitoli, sul sito web di “My Storytime”. A casa, per ascoltarli, basta un comando a Google Assistant sullo smart speaker: “Hey Google, talk to My Storytime”.

In questo modo si accede a tutti i racconti e ai vari capitoli, per poter scegliere la storia della buonanotte. 

Se t’interessa l’argomento, leggi l’articolo sulla domotica e dispositivi Smart Home.

Curie, Dunant, Equiano: le dorsali transoceaniche di Google

Sono enormi cavi in fibra ottica, stesi sul fondo dei mari per collegare stati e continenti e sono capaci di trasmettere fino a 250 Tb di dati al secondo.

Le dorsali in fibra ottica stanno acquisendo un’importanza sempre maggiore, tanto da essere diventate obiettivi strategici delle nazioni.

Il primo cavo Google, Curie, terminato lo scorso Aprile 2019, collega Los Angeles (USA) e Cile. Il nome è un tributo a Pierre e Marie Curie, coniugi e scienziati francesi.

Il secondo, Dunant, è lungo 6400 Km, collega Virginia Beach (USA) alla costa atlantica della Francia ed è il primo sistema sottomarino sempre in servizio a 12 cavi capace di trasmettere 250 Tb di dati al secondo. Il nome è un tributo a Henry Dunant, umanista, imprenditore e filantropo svizzero, Premio Nobel per la pace nel 1901, fondatore della Croce Rossa Francese.

Equiano è il nuovo progetto del colosso di Mountain View, i lavori sono partiti a giugno 2019 e collegherà Portogallo (Lisbona) al Sud Africa (Cap Town). Il nome del cavo è un tributo a Olaudah Equiano, che fu uno scrittore, schiavo e abolizionista nigeriano.

Perchè si usa la fibra ottica

La trasmissione dei dati si effettua mediante cavi di fibra ottica, ovvero una o più filamenti in fibra contenuti in un’unica protezione. Maggiore è il numero di filamenti e maggiore è la quantità di dati che possono viaggiare lungo il cavo simultaneamente.

La fibra ottica è la tecnologia migliore per trasferire grandi quantità di dati con una bassissima latenza sia a livello domestico, che per i grandi progetti come le dorsali transoceaniche.

Perché i colossi del Web vogliono possedere i cavi

Dal punto di vista finanziario, le società che fondano il proprio business sui dati sono al sicuro soltanto se l’infrastruttura che li fa muovere è solida e funzionante, quindi il valore in borsa dei big del Web cresce esponenzialmente se sono anche proprietari di questa infrastruttura. Ecco perchè quasi tutti hanno scelto di dispiegare cavi sottomarini in fibra ottica di proprietà.
Se t’interessa approfondire l’importanza e l’utilizzo dei dati, leggi l’articolo sul Data Analysis e Algoritmo Predittivo.

Tutti tranne Amazon

Amazon non ha scelto un’infrastruttura di cavi sottomarini per trasferire i propri dati. Al contrario, la società di Jeff Bezos crede molto nella tecnologia satellitare e ha lanciato il progetto Kuiper: 3.236 satelliti a bassa orbita da lanciare nei prossimi anni per connettere gran parte del pianeta.

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